Focaccia alla genovese: l’autentica fügassa ligure

Scopri la vera Focaccia alla Genovese, l'autentica fügassa ligure con ricetta tradizionale e gusto unico. Perfetta per ogni occasione!

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La focaccia alla genovese, o focaccia ligure, è un pane da forno spesso circa due centimetri, morbido dentro e croccante in superficie. Questa versione riproduce le caratteristiche tipiche della cucina italiana ligure: alveolatura fine, lucentezza data dall’olio d’oliva e sapidità equilibrata. La ricetta è pensata per ottenere un risultato professionale in tempi più brevi rispetto ai metodi tradizionali. Con un impasto ben idratato e un corretto riposo si evita qualsiasi effetto gommoso. Il procedimento è adatto anche a chi impasta a mano e vuole una focaccia genovese domestica ma autentica.

Origine, caratteristiche e regole fondamentali della vera focaccia alla genovese

La focaccia genovese, chiamata in dialetto “fügassa”, è uno dei prodotti simbolo della Liguria e un riferimento assoluto nel mondo del pane da forno. La tradizione artigianale è così radicata che questo prodotto è riconosciuto come presidio di qualità, con regole precise su spessore, consistenza e ingredienti base. L’impasto deve risultare sottile ma non piatto, con circa due centimetri di altezza dopo la cottura. L’equilibrio tra croccantezza esterna e morbidezza interna è ciò che distingue questa focaccia dalle versioni comuni.

Per ottenere una focaccia ligure convincente anche fuori dalla Liguria è fondamentale curare ogni dettaglio: scelta della farina, idratazione, tempi di riposo e uso generoso di olio d’oliva di buona qualità. I caratteristici “buchi” sulla superficie non sono decorativi: raccolgono salamoia e grasso, regalando sapidità intensa in ogni morso. Una buona gestione del lievito e delle pieghe rende l’interno friabile e leggero, evitando impasti compatti o pesanti. Il risultato ideale è una fetta profumata che resta gradevole anche a temperatura ambiente, senza seccarsi troppo rapidamente.

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Focaccia alla genovese
Focaccia alla genovese

Ingredienti per una focaccia genovese equilibrata, saporita e ben idratata

Per preparare una focaccia in stile genovese è importante combinare una farina di media forza con una buona quantità di acqua e olio d’oliva. La salamoia superficiale, insieme al sale grosso, definisce gusto e consistenza tipica. Conviene pesare con precisione ogni componente per garantire un risultato ripetibile.

Tempo totale: 4 h
Cottura: 18-20 min
Difficoltà: Facile
Preparazione: 30 min attivi
Riposo: 3 h circa
Porzioni: 6-8 persone

Per l’impasto

– 500 g farina di frumento (W 280-300, forza media)
– 320 g acqua (a temperatura ambiente)
– 40 g olio d’oliva (extravergine, delicato)
– 8 g lievito di birra fresco (oppure 3 g secco)
– 10 g sale fino
– 5 g malto in polvere (oppure 5 g zucchero di canna)

Per la teglia e la superficie

– 25 g olio d’oliva (per ungere la teglia)
– 30 g olio d’oliva (da distribuire sulla superficie)
– 80 g acqua (per la salamoia)
– 6 g sale fino (per la salamoia)
– q.b. sale grosso (per la finitura)

Se si utilizza una teglia diversa da quella standard (circa 30×40 cm), conviene calcolare il peso dell’impasto con un semplice metodo. Si misura l’area (lato x lato) e si divide il risultato per 2,4, ottenendo i grammi di impasto ideali per avere lo spessore tipico. In questo modo la focaccia mantiene sempre le proporzioni corrette, indipendentemente dalle dimensioni della teglia.

Procedimento dettagliato per una focaccia ligure morbida dentro e croccante fuori

La preparazione della focaccia genovese si basa su impasto ben lavorato, riposi controllati e stesura delicata. Ogni fase contribuisce alla struttura finale, dalla prima mescolatura fino alla formazione dei classici buchi pieni di salamoia. Conviene rispettare i tempi di riposo per permettere al lievito di agire in modo graduale.

1. Sciogli il lievito di birra e il malto (o zucchero di canna) in parte dell’acqua prevista, mescolando finché non saranno completamente disciolti.
2. Aggiungi la farina in una ciotola capiente, versa l’acqua con il lievito e inizia a impastare, incorporando gradualmente la restante acqua fino a ottenere una massa grezza ma omogenea.
3. Aggiungi il sale fino e, solo quando è assorbito, incorpora a filo l’olio d’oliva previsto per l’impasto, continuando a lavorare fino a ottenere una consistenza liscia ed elastica.
4. Lascia riposare l’impasto coperto per circa 30 minuti, quindi esegui un paio di giri di pieghe delicate sul piano leggermente oliato per rafforzare la maglia glutinica senza sgonfiare troppo.
5. Ungi bene la teglia con olio d’oliva, adagia l’impasto al centro, allargandolo solo parzialmente con le mani e lascia riposare coperto per 40-50 minuti, poi completa la stesura fino ai bordi con movimenti morbidi.

Per la fase finale, spolvera leggermente la superficie dell’impasto con poca farina; questo evita che le dita si attacchino e favorisce la formazione dell’intingolo nei buchi. Prepara la salamoia emulsionando acqua, sale fino e olio d’oliva, quindi, con le dita ben aperte, premi sull’impasto formando i classici avvallamenti e versa la salamoia distribuendola in modo uniforme. Aggiungi un pizzico di sale grosso e cuoci in forno statico preriscaldato a 230-240 °C per 18-20 minuti, finché la focaccia sarà dorata, lucida e croccante ai bordi.

Per visualizzare le tecniche di impasto e di formatura dei buchi può essere utile osservare il gesto di un panettiere esperto, così da correggere eventuali errori di pressione o distribuzione della salamoia.

Come servire, conservare e abbinare la focaccia alla genovese in cucina italiana

La focaccia va gustata preferibilmente tiepida o a temperatura ambiente, mai appena sfornata e ustionante. Una consuetudine interessante è portare alla bocca la parte con i buchi rivolta verso la lingua, così da percepire meglio la sapidità di salamoia e sale grosso. Può essere servita a strisce o quadrati, ideale per colazioni salate, merende o come sostituto del pane durante i pasti. Il contrasto tra la superficie croccante e l’interno soffice rende ogni morso equilibrato e appagante.

Per gli abbinamenti, nella tradizione della cucina italiana ligure questa focaccia accompagna spesso olive taggiasche, formaggi freschi e salumi leggeri. Si sposa bene anche con insalate di mare, verdure grigliate o minestre di legumi, diventando un’alternativa al pane classico. Può essere affiancata ad altre specialità della Liguria, come sardenaira, focaccia al formaggio di Recco o torte salate alle verdure. Consumata in giornata esprime al meglio la sua fragranza, ma mantiene una buona qualità se conservata con alcune attenzioni.

Per la conservazione, è consigliabile tenere la focaccia in un sacchetto di carta per massimo un giorno, così da evitare condensa e perdita di croccantezza. Se avanza, può essere congelata da cotta, già porzionata, e rigenerata in forno a temperatura moderata, senza passare da microonde che la renderebbe gommosa. Non è raccomandato il congelamento dell’impasto crudo, perché altererebbe la struttura ottenuta con i vari riposi. Chi desidera organizzarsi in anticipo può invece rallentare la lievitazione tenendo la focaccia già stesa in frigorifero per 2-3 ore, riportandola poi a temperatura ambiente prima di procedere con fori, salamoia e cottura.

Posso preparare la focaccia genovese con meno lievito e una lievitazione più lunga?

Sì, è possibile ridurre la quantità di lievito di birra e prolungare i tempi di riposo per ottenere una focaccia ancora più digeribile. In questo caso si utilizza circa la metà del lievito indicato e si prolunga la lievitazione totale fino a 6-8 ore, mantenendo l’impasto coperto e al riparo da correnti d’aria. È importante però non eccedere, per evitare che la focaccia collassi in cottura o sviluppi aromi troppo acidi.

Che tipo di farina è più adatto per la vera focaccia ligure?

La scelta ideale è una farina di media forza, con indice W compreso tra 280 e 300, capace di trattenere una buona idratazione senza diventare troppo elastica. Una farina troppo debole porterebbe a una focaccia piatta e poco strutturata, mentre una molto forte renderebbe l’impasto eccessivamente tenace. In molti casi i panificatori sperimentano miscele di farine, regolando acqua e tempi di riposo finché non trovano la combinazione più adatta al proprio forno.

Come posso organizzare i tempi se voglio preparare la focaccia in anticipo?

Se vuoi anticipare la preparazione, puoi stendere l’impasto in teglia e coprirlo con pellicola, mettendolo in frigorifero per 2-3 ore per rallentare la lievitazione. Successivamente lo riporti a temperatura ambiente, aspetti che raddoppi di volume e poi realizzi i buchi con le dita, aggiungendo salamoia e olio. Un’alternativa è una breve precottura di circa 10 minuti a temperatura leggermente più alta, per poi completare la cottura poco prima di servire.

Come evitare che l’impasto si attacchi alle dita quando formo i buchi?

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Per evitare che l’impasto aderisca alle dita, è utile spolverare leggermente la superficie con poca farina prima di procedere. Inoltre le mani devono essere ben unte con olio d’oliva, e le dita vanno tenute larghe e perpendicolari alla teglia, esercitando una pressione decisa ma non violenta. In questo modo si creano avvallamenti regolari che trattengono la salamoia senza strappare l’impasto.

Qual è il modo migliore per gustare la focaccia genovese appena sfornata?

Il modo migliore è lasciarla riposare qualche minuto dopo la cottura, per permettere ai vapori interni di stabilizzarsi e alla superficie di tornare croccante. Si può tagliare a strisce o quadrati e portare alla bocca con i buchi rivolti verso la lingua, così da percepire appieno sapidità e profumi. È ottima da sola, ma anche con formaggi freschi, salumi delicati o piatti tipici della cucina ligure.


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